Il sogno non è così distante dalla realtà così come la realtà non è distante dal sogno. Sognare, immaginare, trovare le coordinate di un mondo "altro dal reale" ma che "ha una genesi nel reale" ha sempre fatto parte dell'esperienza umana. È uno spazio privilegiato nel quale qualcosa si mette in moto, sbloccando strutture rigide, stereotipate. Uno spazio attraverso il quale si percorrono territori, sentieri a volte inesplorati. Privato, ma in certo modo condivisibile, che porta a confrontarsi, che arricchisce.
Alcune volte basterebbe soffermarsi ad osservare i bambini quando giocano: spinti da una forza fantastica iniziano a costruire le loro storie, salendo la scala del loro immaginario, fermandosi a pensare, a cogliere senza esitazione il nuovo, ad introdurre elementi reali, sconvolgendoli, magari subito dopo, sviluppando una serie di eventi strani-straordinari. Una macchina creativa, libera...
Penso che ciò succeda anche con l'albo illustrato: testo e immagine raccontano, esplorano, dialogano. Linguaggi che nutrono facendo crescere l'occhio e il cuore.
18 artisti ci hanno permesso di entrare nel loro "spazio" attraverso una splendida galleria di illustrazioni tratte dai libri che accompagnano la mostra.
A noi il compito di vivere questa esperienza visiva, e qui iniziare a sognare immagini...


Emanuela Stangoni
Presidente dell'associazione culturale "Attraverso Lo Specchio"

INTRODUZIONE

di Anna Castagnoli

"Sognando Immagini" è una mostra coraggiosa, che vuole portare in primo piano le tendenze più originali e contemporanee dell'illustrazione italiana e internazionale.
Spesso, troppo spesso, soprattutto in Italia, i libri per bambini più sperimentali sono guardati con sospetto: "questo libro è bello, ma non è per bambini", si sente dire risolutamente. Lo dice la critica, lo dicono i librai (non tutti per fortuna), lo dicono i consigli agli acquisti, lo dice/non lo dice il silenzio dei media, lo dicono i ripiani delle librerie più note dove per trovare un libro illustrato "diverso" bisogna prendere sgabelli e scale, torcere il collo di 90° e armarsi di buona pazienza.
Per rispondere alla domanda se i libri presenti in questa mostra sono o non sono per bambini vorrei fare un passo indietro. Vorrei soffermarmi sul valore sociale che hanno i libri e le immagini nella cultura dell'essere umano (quando si parla di essere umano, fateci caso, si va subito col pensiero a popoli di adulti, chissà perché, mai ai bambini). I romanzi, i racconti popolari, la pittura, la grafica, nella forma della "bellezza" raccolgono il peggio e il meglio di quanto l'uomo ha osato sentire e pensare in mezzo ai millenni: l'onnipotenza, la vanità, le passioni più ardite, fratricidi, complotti, tradimenti, pulsioni di morte, amori suicidi, vendette, ma anche remissioni, vittorie, poesia, dolcezza di gesti, speranza, stelle… Tutte queste pulsioni vengono "rappresentate" sulla scena dell'arte, luogo della finzione per eccellenza, e così facendo vengono catturate, rese innocue, capite, utilizzate come valvole di sfogo.
Nei secoli passati i bambini erano immersi insieme agli adulti dentro la cultura. Nelle famiglie aristocratiche già a 7 anni leggevano i classici, in quelle popolari fin dalla più tenera età venivano imbevuti di racconti che esprimevano liberamente le pulsioni più profonde dell'anima.
Nell'800, con la diffusione dell'educazione scolastica (facilitata dalle istituzioni religiose), i libri per bambini iniziano a incarnare una funzione "pedagogica" e morale. Le storie e le immagini in essi contenute si addolciscono, i buoni sentimenti vincono, e il mondo è ridotto a una dicotomia di bene e male (si pensi al caso esemplare del libro "Cuore"). A poco a poco il bambino viene lasciato a margine della cultura degli adulti e la società si costruisce un' "immagine del bambino" come di persona da preservare dalla complessità dell'esistenza, buona e generosa, sempre felice (immagine più vicina al ricordo idealizzato dell'infanzia che alla sua realtà). In realtà il bambino, è bene ricordarlo, vive e muore delle nostre stesse più segrete passioni, solo che, a differenza di noi adulti - che possiamo confrontarci con la cultura - è solo.
Nei libri adatti a lui trova coniglietti che sorridono, fatine volanti e trenini che fanno ciuf ciuf. è importante che ci siano coniglietti e orsacchiotti a rassicurare i bambini, ma io penso che sia altrettanto importante che essi possano trovare da qualche parte intorno a loro la legittimità dei sentimenti più ambivalenti che soggiacciono al loro bisogno di rassicurazione. E quale forma migliore e più legittima, se non quella dell'arte di un libro illustrato?
Negli ultimi anni si sta riversando nell'illustrazione destinata all'infanzia una diversità entusiasmante di stili e arti: la scultura, la grafica, la pittura surrealista e astratta, il pop surrealismo, il design, il comic, il new comic... è una ricchezza che spiazza e sorprende. Sembra che non ci siano più frontiere (in Francia, in Belgio e nei paesi nordici questa tendenza è ancora più marcata). La storia dell'arte, fino alle correnti più moderne, trova una nuova vena d'espressione nel linguaggio dell'illustrazione. Questa mostra ne è un prezioso esempio. Troverete echi dei primitivi italiani e di William Blake nei disegni di Bimba Landmann, i colori e le prospettive dell'espressionismo in Armin Greder, Adrià Fruitós, Klaas Verplancke ed Eva Montanari, le atmosfere del simbolismo e dell'art nouveau nei preziosi disegni di Octavia Monaco, Oliver Tallec e Gabriel Pacheco, la leggerezza grafica di un Paul Klee nelle illustrazioni di Philp Giordano e Marc Taeger, una interpretazione freschissima della grafica moderna (da Matisse fino ai graffiti della street-art) nelle tavole di Francesca Zoboli, una pittura iper-realista resa più dolce dalla mano di Marina Marcolin, le avanguardie russe che rivendicano la loro attualità con Gwénola Carrère, e tutta la vivacità della tradizione americana del comic che fa da trampolino di lancio all'originalità di Guido Scarabattolo, Spider e Luci Gutierrez.
Se queste illustrazioni sono o no adatte ai bambini resta una domanda aperta, ma per trovare una risposta bisogna per forza tradurla in quest'altra: l'arte è adatta ai bambini? E se provassimo a cercare una risposta insieme a loro?


Anna Castagnoli
Illustratrice e blogger di www.lefiguredeilibri.com