Ho sempre pensato a Sognando Immagini come ad un'epifania sentimentale, un crocevia di pensieri e riflessioni tradotti in parole e immagini che segnano, lasciano tracce, aprono l'accesso ad un'intima
incursione nell'albo illustrato. La sua accezione di eventum, come qualcosa che deve accadere, risponde alla necessità di farsi (ri)conoscere, in un intervallo di tempo specifico, puntuale. Ma ciò
non significa che Sognando Immagini sia circoscritto / circoscrivibile. Il suo senso profondo fa infatti parte di noi stessi, è noi stessi. Uno sguardo rivolto al percorso di chi, ridisegnando le realtà,
a volte ribaltandole, ci apre ad uno spazio che, come la dimensione onirica, non ha né vuole confini.
Nove illustratori, otto albi illustrati... e un romanzo. Una singolare proposta quest'ultima. Un’escursione sulla ricerca per immagini dentro le pagine del romanzo. Esempio di come l'illustrazione di qualità
riesca splendidamente a rapportarsi anche a formati diversi, e con risultati che vorremo ritrovare più spesso nei testi per adolescenti di autori classici e contemporanei.
Quest'anno il lavoro di ogni singolo illustratore ci chiede più momenti di attenzione: sei immagini per ogni albo illustrato. Brevi monografiche che coniugano la narrazione visiva. Stili, tecniche, segni
pensati per affiancarsi a trame letterarie e con esse ridestare la densità di un lascito: l'eredità del pensiero creativo. Il tempo, gli eventi, le cose, l'esperienza di ogni giorno sono sì fotografia
incessante della nostra quotidianità e memoria, ma è a loro che noi dettiamo il nostro bisogno di dare un altro nome, un’altra forma, di vedere altro. L'incontro tra arti visive e letteratura.
In questa rassegna il catalano Arnal Ballester con ‘Quelcheconta’: dirompente e progressiva la capacità di andare oltre gli spazi della pagina attraverso la fisicità di immagini geometriche, linee piatte
mono/bicromatiche che si fanno garanti di mo(n)di dove la risoluzione del problema è pura creatività; la composizione scenico/visionaria di Matteo Gubellini in 'Che piacere Signor Babau!' dosa di teatralità
i personaggi suggerendo raffinate e composte attese; le atmosfere e le intuizioni espressive in 'Viaggiatori del Sogno' dove il segno materico di Andrea Calisi riempie con forza le terre desertiche
dell'outbach australiano; il realismo magico di Simone Massi attraversa il bianco e nero de 'La casa sull'altura' nel silenzio di una memoria contadina che si fa malinconica poesia; Sonia Maria Luce
Possentini in 'La lettera, la strega e l'anello' concede la visione di immagini di estrema finezza: una ricercata filosofia dello sguardo, ancora una volta protagonista delle sue opere. E proseguendo
sempre nell'incanto delle immagini: l'universo con il quale in 'Nove storie d'amore' la portoghese Ana Ventura intreccia, con indiscutibile eleganza di "forme emotive", il senso dell'amore, l'anima dei
sentimenti. Li nutre, nella fragilità di una gemma appena nata seguendo i passi di una crescita sfiorata da carezze di foglie flessuose e pensieri divenuti ormai maturi; la divertente sintassi di
smorfie seguite da sguardi ammiccanti giocata in 'ABC di boccacce' di Alessandro Sanna; le morbide tonalità in 'Paure di mamma' create dall'iraniano Alireza Goldouzian che accolgono, e nello stesso
tempo smussano, la lieve drammaticità del quotidiano vivere di una madre.
Concludo - come iniziato - con l'illustrazione catalana, con Mariona Cabassa in 'La Famiglia C': il succedersi di immagini narrate su due piani distinti ma inseparabili è composto come unico pensiero,
ad una quotidianità apparentemente grigia si allinea una visione fatta di puro cromatismo sottolineando l'energia vitale dell'immaginazione.
Si è artisti per il modo di guardare e di scegliere,
di proporre prospettive, fare mondi, generare tasselli che rivelano ordini di idee abbracciando il lirismo della scrittura in piccoli gioielli.
Emanuela Stangoni
Presidente dell'associazione culturale Attraverso Lo Specchio